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La tenuta e il parco storico

Il giardino si estende per la maggior parte della superficie davanti alla facciata sud del complesso e non conserva quasi più niente di quanto era stato ideato come sappiamo da Giacomo Spineda.

Il giardino di Breda, di cui il conte Spineda era stato l’architetto offriva un bell’ammasso di contrapposti… Fiori, erbaggi, viti pampino, alberi fruttiferi erano gli ornamenti dei suoi viali e del suo recinto. Oltre la metà era rinfrescato da una simmetrica fontana : nel fondo vi erano alcune delle serre per gli ananassi fiancheggiate da due pergolati di agrumi con griglie verdi disegnate su supponeva, sul gusto Chinese,

Il giardino era particolarmente originale estrano, lontano dagli schermi dei giardini sei-settecento.
Il conte Giacomo era partito dal modello romantico del “giardino secondo natura” sullo stile del parco all’inglese, ma l’aveva certamente adattato al suo personale e alle sue stravaganze spesso momentanee.

Aveva cominciato, prima di tutto dai vialetti, delimitati da siepi verdissime liberandoli dalle erbe infestanti aveva poi rivitalizzato le numerose aiuole, ricavati tanto in tanto nei punti di sosta, dove le piante ad alto fusto si diradavano per lasciare spazio alle piantine da sottobosco: aveva alternato macchie di bosso , di rose dalle diverse varietà e colorazioni, di santolina. Esistevano pergolati di glicine o di di uva Sant’Anna, insieme a sculture di antichità classica.

Aprendo le porte del salone che guarda a nord, si era accorto che alcuni, pomi, peri e prugni del lungo viale che conduceva aperta campagna erano stati sostituiti da alcuni esemplari di vite.

Davanti alla facciata principale esiste una fontana di semplice disegno mentre in fondo al giardino è ancora presente la montagnola raffigurata nel Catasto Napoleonico.

Pochi alberi antichi fra cui un cipresso sono presenti nel giardino che è in pratica ridotto attualmente ad un prato stabile circondato da alte siepi miste. Nulla più esiste delle famose serre per gli ananas descritte da Angela Veronese e che sorgevano sul lato ovest vicino al fiume Musestre come vediamo nel Catasto Napoleonico.

L’area ricoperta di ghiaino è posta davanti al corpo centrale della villa e lungo il prospetto sud della barchessa. Il vialetto d’accesso dalla strada comunale è delimitato da un cancello in ferro battuto di semplice disegno di epoca posteriore alla costruzione della villa che è retto da due semplici pilastri in mattoni.

A nord della villa si estende invece un terreno agricolo coltivato a seminativo. Presenta un certo interesse il vialetto prospettico in corrispondenza della sala centrale della villa affiancato da due vecchi filari di uva in discrete condizioni.